Per sé e per gli altri

 

Cos’è l’auto mutuo aiuto?  

Per capirlo cominciamo ad analizzare i tre termini che lo definiscono.

Il termine auto deriva dal greco autòs (proprio, in persona) e significa ‘di se stesso’; mutuo trae origine dal latino mùtuus (dato in cambio) e significa ‘reciproco’; aiuto deriva dal latino adjùtus (andare a giovamento) e significa soccorso, appoggio.

L’unione dei tre termini indica chiaramente quali sono i cardini sui quali si fondano ed operano i gruppi, e le modalità di interrelazione fra i singoli individui che li costituiscono e li compongono:

1. Esserci in prima persona per sé.

2. Esserci in prima persona per gli altri in uno scambio reciproco di affidamento e sostegno al gruppo, ai singoli individui e a se stessi.

3. Essere di giovamento a se stessi e agli altri.

Cardini che rappresentano la capacità di andare oltre l’io, prima persona singolare, per raggiungere la dimensione del noi, prima persona plurale, dimensione, quest’ultima, che ci permette di trovare (e dare) contributi per la nostra (e altrui) crescita personale.  

Qui di seguito le definizioni dei gruppi e delle loro finalità, tratte da scritti di Luigi Colaianni «Sapere e potere. Cultura dell'auto aiuto e conoscenza», in Tognetti (a cura), Promuovere i gruppi di self help (2002)

“I gruppi di self-help sono strutture di piccolo gruppo (…) di solito costituiti da pari che si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare i bisogni comuni, per superare un comune handicap o un problema di vita oppure per impegnarsi a produrre desiderati cambiamenti personali o sociali. (…)” ( Katz e Bender). 

Come funziona un gruppo di Auto Mutuo Aiuto? 

• Il primo proposito del gruppo è fornire supporto emotivo e informazioni riguardo allo specifico problema di cui si occupa.

• Il gruppo funziona per i suoi membri e grazie ad essi.

• Il gruppo è aperto a nuovi membri.

• Il gruppo si incontra regolarmente durante l’anno.

• La partecipazione al gruppo è gratuita.

• Il gruppo deve essere di facile accesso per le persone e le famiglie. 

Quali sono le caratteristiche dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto? 

Condividono le proprietà dei piccoli gruppi: un numero ristretto di partecipanti (solitamente 8-10 persone) facilita l’interazione tra i soggetti, l’espressione dei sentimenti, la nascita e lo sviluppo di amicizie e relazioni profonde.

Sono centrati su un problema e organizzati in relazione a specifici problemi. 

I membri del gruppo tendono ad essere dei pari: è il fatto di vivere o di aver vissuto una stessa condizione che definisce l’appartenenza al gruppo.

Condividono obiettivi comuni, l’azione è azione di gruppo: l’energia e la forza che il gruppo è in grado di esprimere, sono sicuramente maggiori e più significative delle possibilità che ogni singolo partecipante ha a disposizione per la soluzione del problema.

Aiutare gli altri è una norma espressa dal gruppo: ognuno, con la propria esperienza e competenza, attraverso il confronto e la condivisione, trae aiuto per sé e per gli altri.

Il potere e la leadership: ogni decisione, cambiamento, regola viene formulata, discussa e accettata democraticamente. La comunicazione è di tipo orizzontale: non ci sono modelli strutturati di comunicazione: ognuno esprime liberamente il proprio pensiero, rispettando gli altri e senza accentrare su di sé la discussione. Il coinvolgimento è personale: ogni persona decide autonomamente se e come prendere parte al gruppo. Non è una decisione imposta da altri, partecipare al gruppo volontariamente aumenta la sicurezza nelle proprie capacità di scelta.

La responsabilità è personale: ogni persona è protagonista del cambiamento che vuole ottenere, la persona stessa è la prima risorsa per sé e per il gruppo.

L’orientamento è all’azione: le persone imparano e cambiano facendo. Uno degli scopi dei gruppi è quello di sperimentare nuovi stili di vita e di comportamento, nuovi modi di sentire e trasmettere i propri vissuti. Attraverso gli sforzi ed i successi conseguiti e riconosciuti dal gruppo, la persona ha la possibilità concreta di aumentare la propria autostima e di credere nelle proprie risorse. 

Quali sono gli obiettivi comuni ai gruppi di Auto Mutuo Aiuto? 

Aiutare i partecipanti ad esprimere i propri sentimenti.

Sviluppare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento.

Aumentare le capacità individuali nell’affrontare i problemi.

Aumentare la stima di sé, delle proprie abilità e risorse, lavorando su una maggiore consapevolezza personale. 

Favorire l’ascolto della varietà di soluzioni attuate dalle persone che quotidianamente affrontano situazioni simili.

Favorire la percezione che le proprie esperienze e i suggerimenti sono straordinariamente importanti.

Perché un gruppo di auto mutuo aiuto?

Alla luce di quanto sopra esposto vediamo ora di comprendere le motivazioni che spingono l’Associazione METI a promuovere un gruppo di Auto Mutuo Aiuto.

Nella maggior parte dei casi i gruppi AMA (Auto Mutuo Aiuto) nascono come risposta alla necessità di contrastare comportamenti dannosi per l’individuo che li mette in atto e per coloro che gravitano nel campo di relazione con il soggetto sofferente.

Tali comportamenti possono essere attivati dall'uso smodato di sostanze come alcol, droghe, nicotina, cibo oppure presentarsi indipendentemente, ossia senza l'assunzione di sostanze esterne, come nel caso del gioco d'azzardo, la dipendenza da lavoro, lo shopping compulsivo, la sex addiction e altro ancora.

Cosa c'entra allora tutto questo nel caso di soggetti vittime di abusi e violenze? Quale sarebbero i comportamenti dannosi che occorre imparare a riconoscere per tempo e conseguentemente evitare?

Si narra di un'orsa che vissuta in cattività per diversi decenni in una gabbia di uno zoo, una volta liberata, non riuscì più ad ambientarsi all'habitat naturale al quale era stata restituita. Nonostante si trovasse in uno spazio privo di sbarre, continuò per molti anni ancora a percorrere lo stesso perimetro che percorreva quando si trovava prigioniera. Questo comportamento dimostra come può essere difficile per gli individui vittime di soprusi e angherie tornare a vivere come se nulla fosse. 

Il trauma resta così profondamente impresso nell'anima al punto da non permettere di vedere la nuova realtà: l'essere riusciti ad allontanarsi dall'esperienza lesiva. 

Quindi? 

Generalmente gli individui vittime di violenze e abusi vivono in estrema solitudine il dramma che li ha colpiti, se ne vergognano e non ne parlano facilmente, nemmeno a distanza di anni. L'invasività e la violenza dell'esperienza che ha sbaragliato i confini dell'io del soggetto spingono l'individuo  verso l'unica via di fuga possibile: la dissociazione. Il soggetto sente l'esperienza traumatica come lontana da sé, non è lui colui che subisce la violenza, si dissocia dal proprio corpo e dalle proprie emozioni  per mettersi in salvo e, come prevenzione, utilizzerà questo meccanismo di difesa in tutte le situazioni di vita quotidiana che in qualche modo lo espongono ad un possibile rischio, anche il più banale.

Ma la consapevolezza dei meccanismi che costituiscono la nostra gabbia personale, consapevolezza che riusciamo ad acquisire attraverso l'aiuto di specialisti della cura della psiche, ha bisogno di essere 'trasformata' in azione quotidiana. Azioni, scelte, riflessioni, pensieri e comportamenti che tenderebbero a farci tornare in gabbia vanno condivisi nel gruppo di Auto Mutuo Aiuto affinché attraverso la condivisione e il sostegno collettivo non ci colgano impreparati e non ci colpiscano alle spalle.

Carla Basciano, Professional Counselor