Demetra

 
Pungolo acuto, l'angoscia le straziò il cuore;
le sue care mani lacerarono il velo sui capelli fragranti d'ambrosia,
ambo le spalle poscia coprì con vesti scure,
si precipitò sopra terre e mari come san fare gli uccelli, sempre cercando.
Nessuno però volle darle notizie, né dio alcuno, né veruno degli uomini mortali.
Per nove giorni Dea sovrana vagò per la terra, con nelle mani luci accese,
sofferente ricusò l'ambrosia, disdegnò del nettare la bevanda, dolce di miele,
e mai non bagnò le membra.

 

Demetra, divinità olimpica greca, era sorella di Zeus. Il suo nome significa "Madre terra" o "Madre dispensatrice". Nella mitologia greca è la dea del grano e dell'agricoltura, costante nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre.

Demetra è spesso ricordata insieme a sua figlia Kore che diventò la dea del mondo sotterraneo quando, mentre giocava sulle sponde di un lago con alcune ninfe, che poi Demetra punì per non essersi opposte a ciò che sarebbe accaduto, Ade la rapì dalla terra e la portò con sé nel suo regno. La vita sulla terra si fermò e la disperata dea delle stagioni Demetra cominciò ad andare in cerca della figlia perduta, senza mai riposarsi. Alla fine Zeus, non potendo più permettere che la terra morisse, costrinse Ade a lasciar tornare Kore, ormai divenuta Persefone, e mandò Hermes a riprenderla; ma prima di lasciarla andare, Ade la spinse con un trucco a mangiare sei semi di melagrana magici, che l'avrebbero da allora costretta a tornare nel mondo sotterraneo per sei mesi all'anno.

Quando Demetra e Kore (Persefone quando è sposa e regina nell’Ade) furono di nuovo insieme, la terra rifiorì e le piante crebbero rigogliose, ma solo per sei mesi all'anno; quando Persefone è costretta a tornare nel mondo delle ombre, la terra ridiventa spoglia e infeconda: questi sei mesi sono chiaramente quelli invernali, durante i quali in Grecia la maggior parte della vegetazione ingiallisce e muore.

In questa sua esperienza di Madre a cui è stata sottratta la figlia ancora preadolescente Demetra mostra l’aspetto terrifico della madre ferita. Nulla la può consolare e le conseguenze del suo dolore sono tremende e inappellabili: la terra è arida e non produce frutto. La vita, con il suo continuo rigenerarsi, si ferma, come in una morte apparente. Demetra si placherà solo quando riuscirà a costringere Zeus a ridarle indietro sua figlia, anche se solo per i mesi estivi, durante i quali Persefone torna ad essere Kore e Demetra torna ad essere madre.