Kore

 

 

κόρη, -ης, ἡ[kore] (s. f.) - fanciulla, figlia

 

Kore, unica figlia di Zeus e Demetra, dea delle messi, cresceva felice tra le ninfe, in compagnia delle sorelle Artemide e Atena.

Un giorno, mentre spensierata giocava e raccoglieva fiori in un prato verde e rigoglioso, venne attratta da uno stupendo narciso. Si chinò per raccoglierlo quando improvvisamente la terra si spaccò e dalle sue profondità emerse Ade, il quale la prese contro la sua volontà e la trascinò con sé negli inferi.

Demetra udì il grido della figlia e l’angoscia le strinse il cuore; accorse ma non la trovò e da quel momento si mise alla sua ricerca. Per nove giorni e nove notti, senza mangiare né agghindarsi, la dea vagò per il mondo, portando una fiaccola accesa, alla ricerca della figlia, ma Kore era introvabile. Il decimo giorno incontrò Ecate; anche lei aveva udito il grido, ma non potè riconoscere il rapitore poiché avvolto dalle ombre della notte.

Ecate suggerì allora a Demetra di rivolgersi al Sole, che tutto vede, e che, infine, le rivelò il nome del responsabile.

Furiosa, Demetra decise di non tornare più sull’Olimpo e restare sulla terra con l’aspetto di una vecchia nutrice. Ma il suo esilio volontario rendeva la terra sterile e l’ordine del mondo era sconvolto. La terra non dava più frutti e le stagioni si erano trasformate in un unico e sterile inverno.

Zeus allora ordinò di restituire Persefone alla madre, ma non era più possibile: durante il suo soggiorno nell’ade, Kore si era nutrita di qualche chicco di melagrana, e questo la legava per sempre al mondo degli inferi.

Fu necessario arrivare a un compromesso: Demetra sarebbe tornata sull’olimpo e Persefone avrebbe diviso l’anno tra gli inferi e sua madre.

Così, ogni primavera, Kore torna da sua madre e la terra riprende a germogliare, mentre in autunno torna  ad essere Persefone, moglie di Ade e regina degli inferi.